Elettori Fantasma

L’ Unione Europea dal ’92 al 2014 soffre di quella che, apparentemente è una figura retorica, ma che in realtà si tratta di una grave neo-patologia diagnosticata dal senso comune: la metonimia.

Infatti, di quest’organizzazione, passatemi il termine, (di natura politica, istituzionale, economica?) si conosce bene il “contenitore” ma non il contenuto.

 

Definire l’ UE un’ “organizzazione internazionale di carattere intergovernativo” significa soddisfare il nostro desiderio di comprensione come un clown a molla in una scatolina di carta lucida soddisfa le nostre aspettative per regalo di compleanno.

 

Gli studenti maggiorenni stanno imparando che, prescindendo da qualunque destinazione, il voto in sé all’interno di un sistema democratico implica responsabilità e doveri da parte di chi elegge e (soprattutto?) da parte di chi viene eletto.

 

I cittadini Europei, circa cinquanta milioni, sono rappresentati dal presidente del Consiglio Europeo Herman Achille Van Rompuy dal 2009. A questo punto, i sopracitati cinquanta milioni si accigliano e si domandano: da chi è stato eletto? Chi è costui? Che doveri abbiamo noi verso di lui e lui verso di noi?

 

Nonostante la vasta schiera di elettori fantasma Van Rompuy riveste ancora una volta la carica di presidente, dal 1 giugno 2012 al 20 novembre ’14.

Il ministro inglese Nigel Farange, nel Febbraio 2010, dichiara a gran voce che il popolo britannico non si riconosce nella figura di Rompuy. L’urlo è “Who are you?”, ma la risposta non arriva.

 

Al Consiglio europeo semestrale di Bruxelles partecipano i capi di Stato membri dell’UE, 28 paesi. L’articolo 15 comma 5 del Trattato sull’unione Europea afferma che Van Rompuy, e chi prima e chi dopo di lui, viene “eletto a maggioranza qualificata dal Consiglio Europeo”.

 

È fuori da ogni contestazione il fatto che, per eleggere una figura tanto astratta quanto essenziale e per risolvere la famigerata “Crisi” sia necessario l’intervento di qualificati economisti e mediatori, parlamentari e signori ministri.

Nonostante questa “patriottica” consapevolezza però, una piccola e ingenua domanda s’accende, e purtroppo alle volte si spegne, nelle menti degli Europei: dov’è la VERA democrazia?

 

Buffo accorgersi che, improvvisamente, l’ordine delle priorità dettato dal buon senso è indiscutibilmente capovolto.  Qualcuno ci regala il pacchetto, noi lo scartiamo, la grande sorpresa si rivela un irriverente nulla.

La Crisi Internazionale viene affrontata con un’innovativa idea di progresso a ritroso e democrazia fantasma:

Prima ci si occupa del contenitore e poi, se avanza tempo e/o voglia, del contenuto.

Prima del rappresentante, poi di chi o cosa rappresenta davvero.

Concedetemi la licenza poetica, si indossano prima i pantaloni e poi le mutande.

Ludovica Tomasini

1 commento

  1. Alojamiento web dice: Rispondi

    Inoltre ricorda ai votanti la sua capacita di essere presente ovunque sia presente anche una TV. E che per questo e in grado di ascoltare tutti gli elettori. Concludendo che sta proprio per andare a far visita alla persona al di la dello schermo!

Lascia un commento