L’ALTERNATIVO VA DI MODA (?)

Essere alternativi è una moda, come qualsiasi tentativo di apparire anti-conformisti. Tutte cose che sono già state viste o fatte:  vestiti anni ’50, occhiali retrò, foto effetto seppia sono per convincere gli altri che: “Hey, non sono come tutti gli altri, sono un conformista di sessanta anni fa”. Ciò che spesso la gente dimentica è che queste estrazioni sociali esistono prevalentemente  perché non vogliono essere giudicati come tutti gli altri da quelli della loro stessa specie, per far questo cercano qualcosa di già visto o già fatto. Non che gli piaccia, non che si trovino comodi, ma solo per dire a sé stessi: “Siamo originali, va di moda tra i miei amici”. Qualsiasi cosa venga creata o venduta arriva nei negozi perché altra gente ha visto oggetti del genere e vuole acquistarli. O in estremo può pensare a qualche pazzo-scemo che, in preda a deliri di onnipotenza, per tentare di ingannare sé stesso, si mette una maschera antigas finta perché nessuno che conosce l’ha mai fatto. Qualcosa che può veramente fregiarsi del titolo “alternativo”  significa appunto che è diverso da ciò che mette la gente di solito, il bello sta nel fatto che è impossibile pensare a qualcosa di diverso da quello che le persone indossano , in un simile scenario è come tentare di immaginare un nuovo colore, uno che ancora non esiste. E qui le radici dell’individualismo cadono rovinosamente. Essere legati ad uno stile è uniformarsi alla massa, non esistono generi di paragone, o sei conformista o anticonformista, che pur negandosi l’un l’altro sono la stessa identica cosa. L’unico modo per sfuggire a questo nodo gordiano rimarrà solo uno, non ci si deve alzare la mattina e dire:  “Io devo essere diverso dalla massa” sembra quasi un controsenso, ma se ci si pensa bene, essere alternativi va di moda, esistono centinaia di persone che per uscire fuori dal coro fanno cose assurde che non li rispecchiano. Essere realmente diverso significa non curarsi dell’essere di moda o no, di essere uguale o diverso dagli altri, di essere mainstream o indie. Essere alternativi è smetterla di preoccuparsi di queste distinzioni, e far quello che diavolo ci è comodo.

Daniele Graziani

1 commento

  1. La sublimazione e vera realizzazione dello scopo dell’Alternativo viene a compimento quando incomincia a sentire Frank Zappa e Captain Beefheart e altri autori di jazz fusion, e in quel momento la sua misantropia e senso di elite diventano esponenziali.

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