Zorro

Dopo giorni di presentazioni e di discorsi incantatori, le elezioni dei rappresentanti d’istituto sono concluse. I risultati sono ormai noti a tutti. Ma che dire di coloro che, dopo aver sognato tanto il seggio, sono rimasti a mani vuote? Di particolare importanza è il povero Zorro, derelitto da queste elezioni con il “mai una gioia” quinto seggio.

Colui che ha inseguito il sogno della rappresentanza per ben due volte; colui che ha cercato di abbindolare le persone senza un video “figo”; colui che si è fatto portare in spalla dagli altri candidati convinto della sua (mai arrivata) vittoria.

Che dire su questo ambiguo individuo? Non vi suscita tenerezza? Eppure cercava solo di portare a compimento dei punti semplici della sua campagna cercando di salvare noi poveri studenti del grassi dalla “disgregazione sociale”.. Senza riuscirci.

“Un luogo di formazione, infatti, deve essere un luogo di aggregazione sociale, che sappia formare le menti ed insegnare loro a collaborare […]. In funzione di questa idea, il Caffè Ipazia (“che poi io non so neanche quale sia” ci dice una studentessa del liceo) deve tornare ad essere, come cinque anni fa, il fulcro della vita studentesca, vero luogo di aggregazione e di crescita”. Ma come può il bar della scuola essere fonte di crescita culturale se l’unica cosa che fa crescere è la fame?

Amareggiato e distrutto il nostro povero Zorro, non si perde d’animo, se ne va in giro per l’istituto profetizzando la salvezza del Grassi. E dopo? Cosa farà il nostro eroe? Si ritirerà in esilio meditando vendetta? O riuscirà nella sua impresa e riporterà la sacra “aggregazione sociale” nella nostra scuola?

Barbara Pacetta

zorrogliozzi

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