Uomini pensatori

Mai sentito parlare di libertà di pensiero? Libero pensatore, potete chiamarlo in un milione di modi diversi: “giornalista”, “filosofo”, “artista” … quello che preferisco è “uomo”, ma ovviamente questo è ciò che, liberamente, penso io. Eppure, a ben pensarci, quanti di voi che leggete possono definirsi liberi pensatori? Quanti di voi hanno il coraggio di esprimere la propria opinione? Sarà pur vero che siamo tutti uomini; peccato che tutti gli uomini non siano liberi pensatori. Ma non credete che servano quali conoscenze per esserlo. Si mettano da parte tutte quelle espressioni forbite, quelle lunghe disquisizioni filosofiche, quelle lauree su pezzi di carta. Non bisogna essere, come diceva Bennato, tutti “dotti medici e sapienti” per pensare, anzi, quella di pensare è una delle poche libertà che ci rimangono (sempre che non decidano di levarci anche quella). E non serve nulla oltre a quel cervello e a quella bocca che già ci sono stati dati; poi, ovviamente, sta ad ognuno di noi saper utilizzare quel che ci è stato dato, magari con una penna, per il suddetto giornalista, o con un pennello, per il compagno pittore. Qualche tempo fa mi capitava di leggere su un libro di quando, nella Grecia di oltre due millenni fa, un allievo chiedeva al maestro quanti denti avesse un cavallo, e che alla risposta di quello che Aristotele non ne avesse parlato nei suoi scritti, rispose, con quello spirito che piace a me: ”Ma non basta contarli?”. Allora voglio lanciare un monito: c’è forse bisogno di una nuova coscienza, che ci spinga, per dirla come tutti possono dire, a “dire quel che ci pare e piace”. E, se si riuscirà in questo, credetemi che allora sarà stata fatta una cosa grande.

                                                                                                                                                                                                                                            Lorenzo Favaro

 

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