La trasformazione dell’arte

L’arte come la definisce Duchamp “è potenzialmente tutto”. Per Beyus “è potenzialmente tutti”. Da queste due definizione possiamo quindi supporre che l’arte si trova in tutto ciò che ci circonda, sia essa nell’immaginazione umana, non ancora espressa, sia in un oggetto o una rappresentazione qualunque. Tuttavia ciò che bisogna veramente chiedersi non è cosa sia l’arte ma se sia cambiata dal “passato”. Il suo aspetto particolare è sempre stato quello di essere espressione del pensiero e magari, nella letteratura, anche di ideali di una certa epoca. Ancora oggi un artista è colui che attraverso le sue opere da libero sfogo alle sue emozioni. Ma il presente è ben diverso. Tra passato e presente il cambiamento in realtà è radicale. La fotografia, ad esempio, è ora considerata al pari della pittura ed entrambe sono espressioni di una nuova società che esorta alla sperimentazione. Le immagini in movimento, ovvero film e video si diffondono velocemente, non più attraverso la televisione ma soprattutto su Youtube e Facebook. Questo inoltre fa sì che l’arte contemporanea attiri molti fallimenti soprattutto a causa della critica del pubblico. Proprio perchè la diffusione è immediata, l’uguale stanca e c’è sempre bisogno di nuovo. L’arte oggi deve superare il limite e non solo a livello contenutistico ma anche formale. L’artista deve essere temerario e libero.

Briana Zagan

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